Il sito di Petra Ostergren, femminista svedese liberale

Chi segue il mio sito e i miei forum ha già sentito nominare Petra Ostergren, un confortante esempio di femminista svedese estranea alle posizioni nazifemministe così diffuse in quel paese.

La Ostergren ha un sito, anche in inglese:

http://www.petraostergren.com/pages.aspx?r_id=86847

Dalla sezione “Research” è possibile scaricare molta documentazione interessante sulla legge svedese antiprostituzione, documentazione che dovrebbe essere divulgata e discussa in ogni paese dove qualcuno, come capita anche troppo spesso, ha l’infelice idea di proporre qualcosa di simile.

Questa interessante ricerca del 2011 l’ho però trovata da un link pubblicato sulla pagina Wikipedia dedicata alla Ostergren ( http://en.wikipedia.org/wiki/Petra_%C3%96stergren ):

http://www.petraostergren.com/upl/files/54259.pdf

Una lettura da fare e da far conoscere.

Sondaggio de “Il Fatto Quotidiano” (che mi censura): legalizzare la prostituzione?

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/legalizzare-prostituzione-ricca/200087/

Il sondaggio è estremamente confortante (e così pure gli interventi dei lettori).
Però i moderatori del Fatto mi hanno bloccato cinque messaggi, probabilmente per il semplice fatto che citavo il mio sito …

Questi sono i risultati del sondaggio al 28 giugno (ad artiicolo ormai ampiamente discusso e a discussione ormai “morta”, quindi risultati praticamente definitivi):

Segolene Royal trombata! (in senso elettorale …)

 

 

 

 

 

 

 

Bene.
Una puritana nazifemminista filo-svedese di meno in un Parlamento di un grande paese europeo.

http://www.articolotre.com/2012/06/francia-elezioni-legislative-avanti-i-socialisti-battuta-segolene-royal/93964

Per ricordare le posizioni reazionarie di Segolene Royal: http://desirsdavenir.over-blog.com/article-1726935.html

Naturalmente non c’è da farsi illusioni, la “rete di protezione” femminista (più o meno nazi- …) le troverà presto un altro posto dove fare danni:
http://www.asca.it/news-Francia__Negri_28pd29__Segolene__Europa_avra__bisogno_di_lei-1166947-POL.html

Ma, almeno per adesso, consentitemi di brindare soddisfatto (ci sono così poche occasioni …).

Uomini che odiano le donne, donne che spesso disdegnano la realtà …

Qualcuno (anzi qualcuna) ha scritto queste cose commentando un articolo di Monica Lanfranco sul Fatto quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/06/domande-agli-uomini-sulla-sessualita/254028/):
“Nel 2011 sono state uccise 137 donne. quasi dodici al mese. circa tre alla settimana. 1 ogni due giorni. … fingere che in Italia il problema non sia culturale denota solo mala fede o ignoranza.”

Ciò mi ha spinto a scrivere a mia volta il seguente commento, che qui riporto.

Non voglio certo minimizzare il fenomeno (tra l’altro in crescita numerica in Italia rispetto a solo qualche anno fa) ma attribuirlo tout-court ad una “mentalità maschilista”, ad una “carenza culturale” italiana, mi sembra molto semplicistico.

E visto che si esorta (giustamente) a non adagiarsi nell’ignoranza, comincio con un piccolo ma concreto e documentato esempio: la Svezia.
Il paese più femminista al mondo, quello dove le tematiche di genere sono più considerate, addirittura “venerate”, e sono probabilmente più diffuse nella società (purtroppo, mi viene da aggiungere, visto il carattere autoritario e fanatico del femminismo svedese).

Ebbene, c’è un rapporto ufficiale del 2011 che viene proprio dalla Svezia e che si può scaricare da
http://www.bra.se/download/18.656e38431321e85c24d80007748/2011_15_homicide_finland_netherlands_sweden.pdf

Da questo apprendiamo che dal 2003 al 2006 (anni abbastanza vicini ai nostri per poterli confrontare) in Svezia sono state uccise 69 donne da partner o ex-partner (Tab. 15, pag. 60).
In pratica, 17 in media all’anno. Relativamente poche? Niente affatto.
Perchè la Svezia conta 9 milioni di abitanti mentre l’Italia ne conta 60, ovvero 6.6 volte di più.
Quindi i 17 “femminicidii” all’anno per la Svezia, rapportati alla popolazione equivalgono a 112 omicidi di donne da parte di partner (17 * 6.6 = 112).
Teniamo anche presente che pochi anni fa c’erano per l’Italia cifre minori, dato che a metà degli anni Duemila si viaggiava sui cento casi all’anno (vedi questo documento femminista: http://www.casadonne.it/cms/images/pdf/pubblicazioni/materiali/uomini_che_uccidono_le_donne2012.pdf), perciò le medie svedesi ed italiane appaiono sostanzialmente paritetiche.

Sorpresona, vero?
IL PAESE PIÙ FEMMINISTA AL MONDO È PRESSOCHÈ ALTRETTANTO INSICURO DELLA “MASCHILISTA” ITALIA PER QUANTO RIGUARDA LE DONNE VITTIME DI “FEMMINICIDII”!

E, come si vede dallo stesso rapporto, un altro paesi “nordico ed evoluto”, come l’Olanda è messo allo stesso modo o peggio.
Mentre addirittura la scandinava (e pure essa femminista) Finlandia è messa decisamente peggio sia della Svezia che della “mediterranea, retrograda e maschilista” Italia.

Vogliamo fare una controprova?
Prendiamo quest’altro documento:
http://vivereoggi.it/download/La%20violenza%20contro%20le%20donne.doc
e guardiamo la tabella a pagina 4 sul “rischio di femminicidio”: in Italia c’è lo stesso rischio della Svezia!
Ed anche nella “caliente” Spagna, che si supporrebbe maschilista (anzi, “machista” …), il rischio è analogamente basso (basso in senso relativo, ovviamente).

Morale?
Meno opinioni semplicistiche, meno giudizi tagliati con l’accetta e, si, meno ignoranza.
Grazie.

Poi, il problema della violenza sulle donne è reale e pone domande serie (anche) al genere maschile. Italiano e non.
Basta che a porre le domande e a dare (più che altro, darsi …) le risposte non siano solo le esponenti nostrane di “Se non ora quando” e dintorni.
Perchè mi sa che non sono tanto brave a porre le domande ma, soprattutto, sono ancor meno brave a dare le risposte.
Io, personalmente, non so dare risposte esaurienti. Ma non fingo certamente di esserne in grado, nè tantomeno di darle basate su una superficiale retorica.