Sondaggio de “Il Fatto Quotidiano” (che mi censura): legalizzare la prostituzione?

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/legalizzare-prostituzione-ricca/200087/

Il sondaggio è estremamente confortante (e così pure gli interventi dei lettori).
Però i moderatori del Fatto mi hanno bloccato cinque messaggi, probabilmente per il semplice fatto che citavo il mio sito …

Questi sono i risultati del sondaggio al 28 giugno (ad artiicolo ormai ampiamente discusso e a discussione ormai “morta”, quindi risultati praticamente definitivi):

7 thoughts on “Sondaggio de “Il Fatto Quotidiano” (che mi censura): legalizzare la prostituzione?

  1. Spero che i miei commenti su quella discussione appaiano, per ora me ne hanno bloccati 4 su 6 e senza ragione …
    L’ultimo che ho postato, e che ancora non vedo, dice:

    “Provo per la TERZA (!!!) volta a risponderti, dopo di che ne concluderò definitivamente che qualcuno al Fatto mi sta stupidamente censurando (visto che non vedo piu miei messaggi ancora in lista di moderazione e oggi ne sono spariti ben quattro).
    Riguardo ai dieci anni, cerca con Google “prostituzione italia” e il mio nickname, capirai cosa intendo.
    Non commento sul resto, scusami, perchè non ho più voglia di perdere tempo a scrivere cose che poi finiscono in un “buco nero”.

    Va bene così, caro il mio moderatore/trice, o devo pensare che ci sia anche una policy che vieta di citare Google?
    Incredibile …”

    Si, davvero incredibile.
    O incredibile negligenza tecnica (perdita di messaggi) o incredibile censura. Mai capitato prima.
    “Complimenti” al Fatto …

    • Bene, anche il commento di cui sopra si è perso nel nulla della moderazione.
      Non ho parole.
      Altri commenti sono passati, ma nessuno di quellii dove citavo il mio sito (che non viola NESSUNA delle policy del Fatto!).
      Evidentemente a qualcuno da fastidio il fatto stesso che io citi il mio sito … anche senza indicarlo con una URL!

      So perfettamente che il fatto di essere moderatori va alla testa di parecchia gente, che si crede diventata improvvisamente un padreterno, ma mai mi è capitato di vedere una censura tanto stupida, immotivata ed arrogante.
      Probabilmente se avessi scritto su un forum del Vaticano me li avrebbero accettati …
      Vergogna e squallore per il Fatto.

  2. Finalmente, dopo cinque censure, questo è passato:
    in risposta ad uno che diceva

    “ci sarà un motivo, se te li ha bloccati”

    ho risposto:

    “Non c’erano assolutamente insulti o cose simili (anzi, il mio criticato termine “nazifemminismo” è passato in altri miei messaggi).
    L’unico motivo che vedo (comunque assurdo) è che nei messaggi bloccati facevo riferimento (anche per spiegarlo ad un interlocutore) al mio sito, che da dieci anni è un sito di PURA DISCUSSIONE SULLE POLITICHE PER LA PROSTITUZIONE, nulla a che vedere (lo voglio precisare esplicitamente a scanso di equivoci) con i siti di escort o di “recensioni” sulle prostitute, e pure niente immagini o testi nè hard nè soft, assolutamente nulla di commerciale che possa far pensare ad una pubblicità per motivi economici (non ci sono neppure banner), nulla che violi nè le policy del Fatto nè il buon senso.
    Quando ho risposto per la quarta volta all’utente che mi chiedeva precisazioni, questa volta senza inserire l’URL e suggerendogli di cercare il mio sito con Google (è da dieci anni nella top-ten sul tema), bene … non è passato neppure questo!
    Così come probabilmente non passerà neppure questo messaggio, se la “logica” rimane quella..
    Complimenti al moderatore del Fatto, vi farò una bella “pubblicità” …”

    Forse oggi hanno messo un moderatore più intelligente.
    Forse …

  3. Come è possibile che tu creda davvero che la maggioranza delle persone in Italia sia disposta a considerare il lavoro delle prostitute come un mestiere dignitoso come gli altri.. Io invece ho la netta impressione che molti, praticamente il 90-99 per cento, non solo si scandalizzano anche solo a sentir nominare le prostitute ma moltissimi si scandalizzano anche di fronte all’idea che si possa essere sessualmente promiscui anche in un contesto non mercenario. Se fosse vero come dici tu che i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani di ambo i sessi vorrebbe la liberalizzazione della prostituzione allora non si capisce perchè mai la maggioranza degli uomini politici in cerca di voti non siano a favore della liberalizzazione. Se la maggioranza dei politici è contraria alla liberalizzazione della prostituzione in Italia penso che sia proprio perchè loro stessi pensano di perdere voti se fanno vedere di appoggiarla, questo dimostra che in realtà la prostituzione libera in Italia la vogliono in pochi.

    • Si informi.
      TUTTI i sondaggi fatti, da almeno una quindicina di anni, sono assolutamente concordi. Quello meno favorevole alla prostituzione legalizzata che io ricordi era poco sotto il 65% di favorevoli, di solito i favorevoli sono sul 70-85%.
      Se fosse solo qualche sondaggio potrei pensare ad errori o sondaggi “addomesticati” (ma da chi?), così no.

      In quanto ai politici, il motivo principale è che a loro la situazione attuale va loro benissimo, così possono periodicamente usare la prostituzione, lasciata in gran parte in strada, per fare i “paladini” della sicurezza e dell’ordine pubblico.
      Il caso della Lega è emblematico: a parole favorevoli alla legalizzazione (Bossi, Maroni …), nei fatti i più accesi istigatori dei sindaci-sceriffi, delle ordinanze e delle multe ai clienti per fare cassa.

      Inoltre così non devono inimicarsi un “potere forte” come la Chiesa e i vescovi, che è sempre meglio tenersi buono.
      Oggi poi c’è anche la questione di un insorgente femminismo italiano “non troppo liberale” (a quanto pare) ed anche qui per ora cercano di blandirlo (vedi discorsi sulle “quote rosa”) e quindi sono ancora più prudenti sull’argomento.
      Del resto, a loro dei problemi della prostituzione (sex workers, clienti, altri cittadini) in realtà non importa nulla. Fino a quando i cittadini non protestassero vivacemente contro il loro immobilismo sul tema si limiteranno a non fare scelte efficaci, limitandosi alla facile repressione.

      Dato che su questo argomento è ben difficile che i cittadini si organizzino per chiedere la legalizzazione (anche se questo è proprio ciò che chiedono, a stragrande maggioranza, quando sono intervistati!), per ora vincono le organizzazioni solide come la Chiesa Cattolica o quelle rumorose come le neo-femministe italiane.
      I politici, almeno quelli dell’attuale generazione, si limiteranno sempre a ciò che hanno sempre fatto in tanti altri campi: il NON SCEGLIERE, lasciando lì la Legge Merlin e punto.
      Facendo i danni della non-scelta che abbiamo visto in tanti altri casi.

      Se lei conosce gente che al 90-99% è così contraria alla legalizzazione, le assicuro che frequenta una parte d’Italia assolutamente minoritaria!
      Faccio una ipotesi: seminari? Organizzazioni cattoliche?
      Se è così, sappia che perfino Papa Ratzinger, quando era ancora un prestigioso teologo, si espresse A FAVORE della legalizzazione e regolamentazione della prostituzione!

      “C’è un passaggio in Sant’Agostino nel quale egli si chiede cosa si dovrebbe fare per il problema della prostituzione. Ed egli risponde che, data la natura umana, è meglio per il bene pubblico che la prostituzione esista in forma regolata.”
      Card. Joseph Ratzinger, dal suo libro “Salt of the Earth”, 1996

      Sorpreso?
      Beh, allora lo ripeto: SI INFORMI.

  4. Comunque qui sopra in alto vedo scritto che il 62,44% degli intervistati avrebbe risposto che la prostituzione sarebbe un servizio sociale da sottrarre al degrado ed alle mafie. Ma per servizio sociale si intende proprio come “servizio sociale nel senso di servizio socialmente utile”? Non sarà comunque un pò troppo pensare che la maggioranza delle persone oggigiorno pensi che la prostituzione sia un servizio, cioè un’attività, socialmente utile? Saranno davvero il 62% circa le persone che la pensano così? Non pensi anche tu che, ben che vada, molti cittadini vorranno che la prostituzione non sia repressa legalmente solo in vista di ridurre quello che per loro è comunque un danno sociale? Per la serie “non puniamo i clienti e le prostitute solo per non aggravare con la repressione il danno sociale che questi provocano, ma manteniamo a livello psicologico la condanna morale della prostituzione”? E come mai sono così in molti a scandalizzarsi se un personaggio pubblico viene scoperto con qualche prostituta? Allora non è vero che la maggoranza degli italiani penserebbe che la prostituzione è un servizio socialmente utile!

    • La domanda dice “un servizio sociale, da sottrarre allo sfruttamento, al degrado ed alle mafie”.
      Io credo (dico credo …) che chi così ha risposto si sia focalizzato su ciò che è scritto dopo la prima virgola (“da sottrarre” ecc ecc.) più che sul fatto di definirlo un servizio sociale.
      Certamente chi ha risposto in quel modo non sembra avere particolari obiezioni “morali” contro la prostituzione (se no avrebbero risposto “è immorale”), indipendentemente dal fatto di considerarla o meno un vero servizio sociale, ma sia piuttosto interessato a tenerla il più possibile al di fuori delle influenze criminali, a vantaggio delle prostitute stesse e di tutti i cittadini.
      Che è anche la mia posizione.

      In quanto allo scandalizzarsi se un personaggio pubblico viene scoperto con qualche prostituta, a me sembra che quelli che si scandalizzano siano piuttosto pochi.
      A differenza di ciò che molti si illudono (esempio: le femministe, gran parte della Sinistra), Berlusconi è andato in crisi per la sua palese inerzia politica mentre lo spread saliva, non per aver fatto orge ad Arcore.
      Se fosse stato solo per quelle sarebbe ancora al suo posto, come c’era rimasto dopo le foto di Villa Certosa, il caso Noemi e il caso D’Addario, e perfino il “caso Ruby” (grave perchè qui ci sono ipotesi di reato) sarebbe pian piano scivolato nel disinteresse del pubblico (come peraltro è successo).
      Gli italiani non sono bigotti, anche se a qualcuno piace dipingerli così.

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