Una discussione sul Corriere.

Oggi sul Corriere della Sera è apparso un articolo su “Le schiave del sesso che l’Europa nasconde”, incentrato sulle dichiarazioni di Cecilia Malmström, commissaria europea agli Affari interni, nota femminista illiberale svedese.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/le-schiave-del-sessoche-leuropa-nasconde/

Fortunatamente molti lettori hanno mosso critiche all’impostazione “allarmistica” dell’articolo, poi sono arrivati i maschiofemministi a sostegno della “ricetta svedese”.
Questa è la mia risposta ad uno di loro (che spero passerà la moderazione, visto che il tono è civile e … moderato!).

La legge in Svezia ha funzionato solo per la PROPAGANDA!
25.09 | 15:29 Jonathanx

@Lettore_714434
Credo che lei, ci abbia vissuto o meno, non abbia il quadro chiaro della situazione svedese:
– in Svezia erano stimate 2500 prostitute prima della legge del 1999, delle quali circa 650 in strada. La Svezia è sempre stata un paese con un mercato della prostituzione molto ridotto, quasi un paese “di passaggio”, oltretutto senza allarme sociale, e l’argomento è stato cavalcato dalle femministe svedesi illiberali unicamente come battaglia di immagine a sostegno della loro ideologia “di genere” (la stessa usata per incastrare Julian Assange con un’assurda accusa di “stupro” per non aver usato il profilattico).
Ricordo che in Italia si stimano circa 45.000 prostitute in totale, di queste circa 37.000 straniere, delle quali circa 22.000 in strada e circa 15.000 al chiuso (le restanti sarebbero circa 8000 italiane, quasi tutte al chiuso).
Mentre un paese piccolo come l’Olanda ne ha sulle 25.000 e uno grande come la Germania forse oltre 300.000.
Questo tanto per ricordare gli ordini di grandezza (che, bontà sua, pure lei riconosce, almeno questo) e l’inapplicabilità della “ricetta svedese” in quasi qualsiasi altra realtà, fosse anche solo per motivi dimensionali e di impatto sociale.
– la prostituzione di strada in Svezia è diminuita solo del 40% circa dal 1998 al 2003, ma il calo forte c’è stato solo nel 1999, ovvero appena dopo l’introduzione della legge. E parlo di dati forniti dalla stessa Polizia svedese, che dopo qualche anno e il timore iniziale delle sex workers ha rilevato addirittura un parziale ritorno in strada delle prostitute.
– alla fine dei conti la diminuzione di circa 300 prostitute di strada, a livello nazionale, è l’unico risultato concreto che il governo svedese può vantare. In sostanza sono probabilmente meno delle sex workers in strada ogni sera in UNA SOLA grande città italiana.
– il governo svedese non dà praticamente mai cifre sull’entità del mercato complessivo della prostituzione, cita solo quella per la prostituzione di strada. Questo anche perchè in realtà nessuno sa quale sia oggi l’entità al chiuso, dopo che il sesso a pagamento è stato mandato nell’illegalità. Se uno va a vedere degli indicatori indiretti, tipo il numero degli annunci su internet, viene fuori che sono compatibili con una stima sulle 3000 prostitute in Svezia, ovvero addirittura DI PIU’ delle 2500 stimate prima della legge.
Consiglio a tutti di cercare in rete gli scritti di Petra Ostergren, femminista svedese LIBERALE, per avere una visione obiettiva di quanto è successo in Svezia e per capire quale follia, ideologica e devastante, sarebbe seguire quella strada.

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