Marino va avanti. Habebimus Red Light District in Urbe?

n-PROSTITUTION-large570 A quanto pare il sindaco Marino, il IX Municipio della Capitale e la giunta di Roma vanno avanti.

Il progetto prevede da aprile un’ordinanza per consentire la prostituzione di strada in una zona appartata dell’EUR e vietarla altrove (pena pesanti multe). Una soluzione che mi sembra razionale, resta da vedere se sarà realizzata bene.

L’EUR è una buona scelta, perchè ci sono molte ed ampie strade non residenziali e la prostituzione è comunque già da tempo presente nel quartiere.

Mi aspetto forti polemiche, spero solo che Marino tenga duro.

http://www.huffingtonpost.it/2015/02/06/aprile-roma-zona-rossa_n_6629004.html

10 thoughts on “Marino va avanti. Habebimus Red Light District in Urbe?

  1. Per risolvere il problema della prostituzione di strada basterebbe abrogare la legge Merlin e riaprire i bordelli di stato, quando esistevano non c’erano prostitute per strada regnava il decoro per le vie delle città, i nostri bambini non erano costretti ad assistere ai tristi spettacoli di adesso.
    Di tutto questo schifo dobbiamo dire grazie al Partito Socialista e alla Democrazia Cristiana che hanno voluto fare questa schifezza di legge per far contenti preti e femministe.
    Il lodevole tentativo di Marino è destinato a fallimento perché la lobby antiprostituzione è troppo forte a Roma e c’è il rischio che il povero Marino lo destituiscano da sindaco prima che tale progetto veda la nascita. Marino ha dimostrato di essere un vero liberale e merita rispetto.

    • Anch’io non sono molto ottimista. Già Marino è attaccato da un sacco di lobby per altri motivi, dubito che gli facciano passare questa cosa senza fare barricate e senza sfruttarla propagandisticamente.

        • I quartieri a luci rosse a Roma già esistono ma sono illegali e quindi senza regole, adesso si sta cercando di creare un unico quartiere regolamentato per ridurre al minimo il fastidio generato dalla prostituzione di strada e per liberare gli altri quartieri da questo problema, si cerca insomma di arginare il fenomeno nell’interesse della cittadinanza e delle stesse prostitute che potranno essere meglio aiutate.
          Se il progetto dovesse funzionare si passerebbe da una situazione di far west a una situazione di totale controllo del fenomeno riducendo al minimo i suoi effetti negativi.
          Pertanto tutti questi falsi moralisti che gridano allo scandalo dovrebbero avanzare delle proposte invece di ripetere i soliti slogan proibizionisti che hanno stancato, sconcertanti sono le cose dette dal capogruppo PD, stesso partito di Marino, che presumo deve essere un fan del modello svedese.
          La tolleranza zero di Alemanno ha fallito miseramente nonostante il grande dispiegamento di forze celebrato dalle reti Mediaset, il modello svedese che piace tanto ai vescovi e ai loro politici si è rivelato inefficace in Svezia nonostante ci sono poche migliaia di lucciole figuriamoci in un paese come il nostro dove di prostitute di strada ce ne sono almeno 40.000 o più.
          Il problema può pertanto essere affrontato o nella maniera di Marino creando un unico e solo quartiere a luci rosse legale che sostituisca tutti quelli abusivi che già esistono oppure nella maniera dei vecchi politici italiani liberali dell’inizio del 900 che legalizzarono i bordelli risolvendo il problema fino al 1958.
          Se in Italia ci fossero politici pragmatici come in Germania il problema sarebbe stato risolto da un pezzo ma invece abbiamo tanti imbecilli buoni a nulla che fingono di volere aiutare le prostitute facendo dei bei discorsi moralisti come il capogruppo Pd al comune di Roma il quale fa finta di non capire che le lucciole non vendono il loro corpo ma lo danno in affitto solo per pochi minuti pretendendo molti euro che in tempo di crisi difficilmente riuscirebbero a guadagnare facendo un altro lavoro sempre che riescano a trovarlo.

          • Tieni presente che Marino fin dall’inizio ha avuto una incredibile opposizione anche dall’interno del PD stesso.
            Non ricordo un caso analogo in cui esponenti locali e nazionali di un partito abbiano chiesto le dimissioni di un loro sindaco neo-eletto in una delle più importanti città del paese (in questo caso, la più importante) per una questione disdicevole ma assolutamente poco rilevante (e tutt’ora poco chiara) come alcune multe non pagate. Dimissioni da sindaco di Roma, appena strappata all’avversario politico, non di Canicattì, e non per corruzione ma per quattro multe!

            Poi è arrivata la storia di Mafia Capitale e si è capito che Marino sta pestando parecchi piedi, evidentemente anche all’interno della sua area politica.
            Stanno cercando di liberarsene al più presto, con accuse e boicottaggi (vedi la questione dei vigili urbani a Capodanno).
            Perciò mi sarei stupito se i suoi avversari, interni ed esterni, non avessero già cominciato ad usare questa preannunciata “zonizzazione” quale ulteriore pretesto per attaccarlo.

            Comunque questa mattina, a Rai News, Marino si è espresso in termini favorevoli all’iniziativa. Lo ha fatto con discorsi molto scontati (“togliere lo sconcio dai luoghi frequentati, dai parchi pubblici, dagli occhi dei bambini” ecc.), di per sè ragionevoli ma molto limitati e poco coraggiosi, ma credo che non si potesse fare di più, soprattutto mentre vieni attaccato in modo moralistico.
            Nel momento in cui venisse identificata l’area in una zona non residenziale, credo che avrebbe il supporto della grande maggioranza dell’opinione pubblica romana.

            Aggiungo che secondo me l’idea non è necessariamente di fare un “quartiere a luci rosse unico” per tutta la città (che è enorme), ma immagino (ed ho già sentito l’ipotesi), di fare poi anche altre zone in parti distanti di Roma, per esempio per coprire ciò che attualmente è allo “stato brado” sulla Salaria.

            Se, come preannunciato, queste zone vedranno la presenza anche delle associazioni di “assistenza”, che così avranno gli agognati fondi, si spererebbe che da tali associazioni non vengano troppe opposizioni.
            In realtà, come sanno bene i miei lettori, da queste associazioni è sempre venuta un’incredibile difesa della Legge Merlin, ovvero un’opposizione agli Eros Center, ed il motivo è chiaro: queste presunte onlus CI CAMPANO sul fatto di avere la prostituzione disagiata in strada!
            Se le sex workers di strada si spostassero al chiuso, se si creassero Eros Center come in Germania, il BUSINESS per loro si ridurrebbe, perchè si ridurrebbe molto l’esigenza della loro “assistenza”, anche in termini di spiegarne la necessità all’opinione pubblica.
            Proprio per questo, temo che molte di queste associazioni (soprattutto se NON ricevessero fondi legati alla zonizzazione!) troveranno qualche scusa per opporsi all’idea, anche pensando che questa iniziativa potrebbe un domani, magari fra dieci anni, aprire la porta alla vera soluzione razionale: gli Eros Center.
            Che è ciò che fa davvero paura sia ai moralisti che agli interessati al “business dell’assistenza”.

            Quindi, caro Marino: resistere, resistere, resistere!

            • Se ho ben capito, tale zonizzazione sarà attuata con le illecite normative locali (Ordinanze del Sindaco e Regolamenti di Polizia Locale), le quali non sono conformi ai principi generali dell’Ordinamento.
              In effetti, non sarà l’unica regolamentazione in merito già esistente.

              • Non so, per quel che ricordo la sentenza della Consulta diceva che non si poteva vietare indiscriminatamente sul territorio comunale, ma qui non sarebbe un divieto generalizzato.
                Penso che ci sia lo spazio per l’applicabilità di una ordinanza (come da dieci anni c’è già a Mestre), anche se ci vorrebbe un giurista per dirlo con certezza.

                • Purtroppo, tutte le normative locali, come le Ordinanze Sindacali sulla sicurezza urbana, emanate dal Codice della Strada ed i Regolamenti di Polizia Locale, se prevedono un divieto indiscriminato della prostituzione su strada non sono conformi ai principi generali dell’Ordinamento. In più, le prime suddette non possono disciplinare problematiche permanenti ed ordinarie, ma solo temporanee ed occasionali (principio di contingibilità ed urgenza) ed i terzi non possono tutelare la sicurezza pubblica e l’Ordine pubblico, poiché quest’ultimi sono di competenza Statale e non degli Enti locali.

  2. Aggiungo che c’è un articolo di Eretica sul Fatto Quotidiano, con profusione di commenti:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/08/roma-zona-libera-per-sex-workers/1407057/

    Da quella discussione, cito due link sulla (non) “schiavitù”:
    http://www.abitarearoma.net/spesso-la-prostituzione-e-una-scelta/
    http://www.paternita.info/prostituzione.pdf

    Tutte cose che qui sappiamo e diciamo da anni, ma vale la pena tenere sotto mano questi riferimenti (se no, sembra che ce li inventiamo noi …😉 ).

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