Ah, ecco, attendiamo la “legge nazionale” …

prostituzione

Come volevasi dimostrare, l’idea di zonizzare all’EUR è stata stoppata, a tempo di record.
E dallo stesso PD.

In compenso, ora ci dicono che si aprirà un dibattito in Parlamento per una legge nazionale che, finalmente, riformi la Merlin.
Mio personale consiglio, per fare prima e meglio: CANCELLATE LA MERLIN, poi fate una legge che ne conservi il reato di sfruttamento precisandolo meglio, inteso come lucro diretto sulla transazione economica cliente-prostituta e come divieto di intervenire sulla gestione del lavoro della sex worker.

Marino ha scritto una lettera ai presidenti delle Camere, pubblicata sul Corriere della Sera:
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_12/marino-scrive-grasso-boldrini-legge-merlin-va-cambiata-39098a7c-b282-11e4-9344-3454b8ac44ea.shtml

Ci sono già proposte di legge pronte per la discussione, per esempio quella a firma delle senatrici PD Spilabotte e Cirinnà:
https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/02/11/maria-spilabotte-voglio-regolamentare-la-prostituzione-cosi-si-vince-lo-sfruttamento/

A quanto pare, però, il presidente del PD e commissario del PD romano, Matteo Orfini, se n’è uscito con questa bellissima dichiarazione: “La prostituzione è sinonimo di sfruttamento e schiavitù. E’ un fenomeno che non va governato ma contrastato”.

http://roma.fanpage.it/prostituzione-la-lettera-di-marino-la-legge-va-cambiata-al-piu-presto/

Ora, finchè l’Italia sarà in mano a tali ignoranti, che non capiscono neppure che un politico ha il DOVERE DI GOVERNARE un fenomeno, se questo fenomeno NON è reato (e la prostituzione non lo è), non si farà alcun passo avanti.

Previsione mia:
nonostante ciò che si dice in queste ore, non si farà alcuna legge nazionale veramente efficace, difficilmente si ammetteranno pure le semplici “zone franche” come si volevano fare all’EUR, si daranno solo i soliti FONDI alle solite associazioni di “assistenza” in strada.
Fondi dati, tutti contenti.

Se va proprio bene, tornerà fuori la legalizzazione delle “piccole cooperative di sex workers”, bandiera ideologica di un certo “femminismo tollerante di sinistra”, che però alle migranti (che sono la totalità di quelle di strada) interesserà ben poco (alle extracomunitarie per nulla, ma ce le vedete pure tre romene che vanno dal notaio ad aprire una cooperativa di prostituzione, oltretutto con la burocrazia italiana?).

Il disagio resterà (perchè SI VUOLE che resti), tutti i business continueranno e i politici potranno orgogliosamente dire di aver “legiferato”.

7 thoughts on “Ah, ecco, attendiamo la “legge nazionale” …

  1. Sul disegno di legge Spilabotte-Cirinnà: assolutamente deludente.

    Siamo al massimo alle “casette chiuse” in forma cooperativa, più la possibilità di definire la zonizzazione a livello comunale.
    Assolutamente vietata “la proprietà, l’esercizio, la direzione, l’amministrazione o il controllo, anche non esclusivi, di locali aperti al pubblico dove si esercita la prostituzione”.

    Quindi nessuna possibilità di Eros Center, ovvero di strutture aperte al pubblico ed utilizzabili dalle sex workers con il semplice affitto di una stanza, unica cosa che può convincere le straniere di strada a spostarsi, senza tanta burocrazia, al chiuso.

    Quindi è assolutamente acqua fresca, che può andare bene (forse) alle sex workers italiane ma che è di interesse quasi zero per le straniere, che vengono qui non per fare la professione a vita, ma solo per qualche anno e che non possono essere certo allettate dall’idea di essere “inquadrate” come lavoratrici.

    Ancora una volta, si legifera in modo dilettantesco e miope, senza guardare all’estero.
    O, peggio, senza VOLER guardare all’estero.

    E credo che dopo il dibattito in Parlamento (ammesso che ci sia), una eventuale legge potrebbe essere ancora più deludente di questo disegno di legge.

    http://www.fanpage.it/il-disegno-di-legge-per-regolamentare-la-prostituzione-la-volta-buona/

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/736418/index.html

    • E’ più probabile che introducano il modello svedese limitando il divieto alla prostituzione di strada piuttosto che approvare questo D.L. che legalizza solo l’obbligo per le prostitute di pagare le tasse senza riconoscere loro alcun altro diritto.
      Sono dei pagliacci da cui non c’è da aspettarsi niente di buono.

      • Certo. Anche se il modello svedese in Italia dovrebbe palesemente contrastare con l’articolo 3 della Costituzione Italiana, il quale tutela la pari dignità sociale dei cittadini, oltretutto se tale condizione è limitata unicamente alla strada, nella cui competenza, gli Enti Locali, sempre grazie alla Carta Costituzionale, non possono legiferare in materia di sicurezza ed ordine pubblico.

    • Il testo del disegno di legge relativo dovrebbe riguardare, nel relativo diviento, i locali aperti al pubblico, non certo le semplici dimore private e nemmeno le roulotte od i camper.
      Inoltre, lo stesso progetto snobba completamente i dettami della Convenzione ONU 1949/51, soprattutto con la registrazione sanitaria e la concessione di qualsiasi tipo di luogo chiuso per l’esercizio dell’altrui meretricio.
      Ho paura proprio che tale disegno di legge non faccia molta strada in Parlamento.

      • Basti pensare che Orfini, il presidente PD della commissione che deve esaminare il D.L., è apertamente a favore del modello svedese visto che ha detto che la prostituzione va combattuta e non regolamentata. Questa legge non sarà neanche discussa ma verrà semplicemente accantonata.
        Al contrario l’altro disegno di legge presentato da alcuni politici UDC e SC, con la benedizione dei vescovi, che prevede l’introduzione del modello svedese è destinato ad avere un iter veloce.
        Se non legalizzano il modello svedese è la scelta obbligata dal momento che del rispetto della costituzione non importa niente a nessuno, sono tante le leggi palesemente incostituzionali che sono state approvate e sono ancora in vigore quindi non sarà la costituzione a fermarli se c’è la volontà politica.
        Alla fine di questa assurda storia all’italiana non solo non ci saranno i quartieri a luci rossi ma addirittura verrà fatta un’ordinanza identica a quella Alemanno che vieterà la prostituzione in tutti i quartieri di Roma, al danno la beffa.

        • Scusami, ma nell’osservare le commisioni di Camera e Senato, l’Onorevole Orfini non è presidente di quelle corrispondenti tra Giustizia ed Affari Costituzionali.
          In più, se il suddetto politico è a favore del modello svedese, questo tipo sarebbe già entrato in discussione.
          Inoltre a tutt’ora non ho ancora visto calendarizzato il relativo provvedimento di questo thread!

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