La carica dei 70.

70 parlamentari “bipartisan” che vogliono superare la Merlin regolamentando la prostituzione.
Vedremo cosa ne verrà fuori, per ora ciò che leggo mi convince al 30% al massimo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/08/legge-merlin-70-parlamentari-propongono-un-manifesto-per-rivederla/1572137/

http://www.repubblica.it/politica/2015/04/07/news/_quartieri_a_luci_rosse_e_bordelli_autogestiti_cambiamo_la_legge_merlin_-111335286/

http://it.ibtimes.com/prostituzione-superare-la-legge-merlin-la-proposta-taglia-e-cuci-di-70-parlamentari-bipartisan

Potrei anche capire che si limiti la possibilità dei bordelli solo a quelli “autogestiti” (grossa ed ingiustificata limitazione, ma può andar bene per iniziare) ma, come ho già detto più volte, puntare come prima cosa sulle tasse pagate direttamente dalle prostitute e sulla registrazione obbligatoria delle sex workers (addirittura con iscrizione alla Camera di Commercio e Partita IVA!) mi sembra il modo migliore per far fallire immediatamente ogni regolamentazione.
Pagamenti indiretti delle tasse (attraverso meccanismi forfettari, stile Germania, e tassando anche i proprietari degli Eros Center), senza bisogno di registrazione ufficiale come “lavoratore del sesso” ma semplicemente controllando amministrativamente l’attività dei bordelli (chi occupa quella stanza o appartamento, per quante notti …) basterebbero per garantire allo Stato un introito consistente senza dove fare una “pubblica schedatura”.

La prostituzione è un lavoro, ma non è “un lavoro come gli altri” (stigma sociale, lo si sceglie di solito per poco tempo e non per la vita ecc.). Le sex workers in Italia sono per oltre l’80% straniere e dubito che siano molte quelle che si vedono farlo per più di sette-otto anni. Quante di costoro vorranno prendere Partita IVA e quante, invece, preferiranno non farlo e finiranno al di fuori della legalità?
Dimenticarsi di queste cose e cercare di regolamentare la prostituzione in modo troppo rigido vuol dire prenotarsi per il fallimento, facendo così dei danni invece di dare delle soluzioni.
Perfino in Olanda hanno avuto da subito problemi per una regolamentazione troppo rigida, mi immagino da noi.
Spero di essere solo pessimista, ma non credo.

E pensare che basterebbe guardare alla Germania o (secondo me meglio ancora, per la situazione che abbiamo) alla Spagna, invece di inventarsi una improbabile “via italiana alla prostituzione regolamentata”, passando di colpo dallo “stato brado” a Camera di Commercio ed Equitalia in ogni camera da letto a pagamento.
Però aspetto a vedere la proposta finale, che per ora sembra solo una somma di buone intenzioni (ma non necessariamente coerenti o efficaci).

5 thoughts on “La carica dei 70.

  1. E’ una fortuna che ci sono 70 parlamentari italiani che vogliono regolamentare la prostituzione, in Francia ci sono 268 deputati che hanno votato per criminalizzare i clienti e 161 senatori che invece hanno votato per criminalizzare le prostitute, nessun parlamentare francese osa presentare disegni di legge per regolamentare la prostituzione considerata da tutti i politici d’oltralpe un male della società da estirpare.
    Al contrario di quanto sta avvenendo in Francia nel nostro bel paese ci sono molti parlamentari liberali che non considerano la prostituzione una cosa cattiva e tentano di regolamentarla con proposte di legge che meritano rispetto.
    Noi italiani dobbiamo essere felici e orgogliosi di avere così tanti parlamentari che mostrano di essere più intelligenti di quelli che siedono nei parlamenti di Francia, Svezia, Norvegia e di tanti altri paesi che si vantano a parole di essere più liberali e democratici di noi.

  2. A riguardo delle tasse e dell’apertura della Partita IVA per il meretricio, può accadere che le extracomunitarie, per ottenere ciò, debbano possedere la quota d’ingresso per i lavoratori autonomi e di conseguenza se non guadagnassero tale condizione, già difficile da ottenere, esse stesse potrebbero esercitare nella clandestinità. Tali cittadini sex workers potrebbero unicamente esercitare la prostituzione in Italia con altri mestieri, ovvero con il permesso di soggiorno turistico, ma dovrebbero emettere la ricevuta fiscale esente IVA per lavoro occasionale, il quale però non può attualmente superare i 5000,00-8000,00 euro annui di guadagno.
    Inesorabilmente, devo dire che la suddetta condizione è già presente: http://www.webalice.it/cstfnc73/prostituzionetasse.htm
    Difatti, le Sentenze e leggi enunciate nel mio sito, che hanno già derogato la Legge 75/1958 “Merlin” in tutti i suoi divieti nel solo ambito fiscale, non sono una mia invenzione!

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