Uteri in affitto e cervelli in vendita.

 

Qualche giorno fa, sul sito del Fatto Quotidiano, la blogger Eretica ha fatto un efficace intervento sulla questione della GpA (Gestazione pe Altri), altresì detta “maternità surrogata”, ovvero quello che viene spregiativamente definito “utero in affitto”.
Articolo interessante e che mette il dito su molte piaghe.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/15/gpa-aboliamo-la-schiavitu-dei-neuroni-in-affitto-a-livello-mondiale/

Secondo me Eretica ha colpito pienamente nel segno.
C’è un contrasto ultra-stridente tra la storica rivendicazione femminista “l’utero è mio e lo gestisco io” e l’opposizione di principio all'”utero in affitto”. Orrenda espressione propagandistica, per inciso, fatta apposta per far rifiutare il concetto, come se si chiamasse l’aborto “macelleria di feti” (cosa ne direbbero certe “femministe”?).
Se si rifiuta il concetto che una possa usare il proprio corpo per una gestazione a favore di altri, “perchè non è accettabile affittare il proprio corpo”, allora SI NEGA LA SOVRANITA’ DI CIASCUNA PERSONA SUL PROPRIO (!) CORPO. Il che coincide con una forma massima di SCHIAVITU di Stato (o di chiunque altro), ovvero lo Stato (o chiunque altro) che decide che un cittadino del PROPRIO corpo NON possa decidere cosa farne, anche se il corpo è suo e non di altri.
E’ lo stesso concetto ideologico, autoritario e totalitario (e nazifemminista) per cui c’è opposizione alla libera scelta di prostituirsi.

Se si vuole essere contro l'”utero in affitto” senza cadere in queste posizioni NAZISTE si dimostri che la Gestazione per Altri DANNEGGI qualcuno che sia ALTRO dalla gestante, a cominciare dal neonato.
Sarei disposto a ricredermi se qualcuno mi convince che la GpA causa danni (morali, materiali, psicologici …) a qualcuno altro.
Se no, chi dice che “l’utero in affitto è schiavitù” o analoghi anatemi si prepari ad essere definito “fascista irrazionale”, che altro non è.

Ho scritto questo commento sul quel sito e il risultato è vedermi rispondere da alcuni esattamente con quell’incapacità di comprendere e quell’impostazione mentale autoritaria che purtroppo mi aspettavo.
Incapacità ben dimostrata da un'”obiezione” come “continuando di questo passo una legge che vieta la schiavitù a me che voglio farmi schiavo di qualcuno è una legge che viola la mia libertà di scelta?”.
Obiezione ovviamente assurda, perchè non si potrebbe accettare IN NOME DELLA LIBERTA’ DI SCELTA DELLA PERSONA qualcosa, la schiavitù, che NEGA LA LIBERTA’ STESSA della persona.
Purtroppo c’è tanta gente che si fa delle autentiche masturbazioni mentali e si costruisce un sistema apparentemente per lui “perfetto” come logica, salvo per il fatto che è invece fallato alla base e crolla al primo soffio di vento.

Ben lo sappiamo perchè ce ne sono esempi a bizzeffe sull’argomento “prostituzione”, soprattutto quando si tira in ballo l’argomento “schiavitù”, a maggior ragione se ci si mette di mezzo pure la “dignità” (termine ormai orrendamente abusato), la presunzione di sapere cosa è “dignitoso” per gli ALTRI, l’incapacità di distinguere tra danni fatti agli altri e (veri o presunti) danni fatti solo a sè stessi e in generale l’arroganza autoritaria per cui si pensa di avere il diritto di decidere della vita ALTRUI quando questi ultimi non fanno male a nessuno.

Come ho già detto, non sono un sostenitore incrollabile della GpA e se mi si convincesse che può danneggiare la psiche di chi nasce in tale modo (come per esempio affermato qui: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/16/utero-in-affitto-i-problemi-psichici-per-il-bambino-e-la-madre-surrogata/ ) o comunque a danno di soggetti terzi non avrei remore a diventarne immediatamente oppositore.
Ma non si possono usare contro la GpA argomenti retorici e falsi come la “schiavitù” o l’insopportabile refrain nazi-femminista contro lo “sfruttamento del corpo delle donne” (vedi recente uscita della Boldrini a proposito del caso di Vendola) o addirittura della loro “dignità”.

Tra l’altro, nel 2014 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto (che c’è nella assolutamente sciagurata ed incostituzionale Legge 40/04) di fecondazione eterologa.
Ma se la fecondazione eterologa viene ammessa, allora a rigor di logica si aprirebbe pure il “problema” dello “sfruttamento del seme del maschio donatore” , non solo del “corpo della donna”! Esempio: e se ci ripensasse e sentisse desiderio di esprimere la propria paternità con il figlio generato? E se si sentisse “poco dignitoso” a restare solo donatore, infischiandosene del figlio?
Eppure nessuno solleva questo “problema”. Qual’è la differenza? L'”utilizzo” del “corpo della donna”. E’ l'”ossessione del corpo”, tipica ossessione nazi-femminista e bigotta, che credo proprio abbia origini religiose (quasi tutte le religioni, soprattutto monoteistiche, cercano di reprimere il “corpo” e il suo libero uso a scopo sessuale: http://www.uaar.it/uaar/ateo/archivio/2003_3_art1.html/ ).
Ossessione che, lo sappiamo bene, è alla base di tanta opposizione alla prostituzione e di tanta sessuofobia.
Dato che il seme “non è corpo” (e, soprattutto, non è di una donna …), nessun problema.
E così anche per la GpA si tira in ballo lo “sfruttamento del corpo delle donne”.

Non c’è nessuno sfruttamento se la donna lo vuole liberamente fare e, a meno che una che sceglie la GpA come “donatrice” non sia costretta con la violenza, lo farà comunque liberamente (sappiamo bene che l’obiezione “sociologica” del “è costretta a farlo per la sua condizione economica disagiata” non sta in piedi perchè allora miliardi di persone “costrette” a lavorare per vivere sarebbero “schiave”).

Si può essere contrari alla GpA, ma non con argomenti falsi come questi.
E comunque ci sono anche argomenti convincenti per esserne a favore, per esempio quelli ricordati qui: https://abbattoimuri.wordpress.com/2016/02/14/trenta-anni-di-gpa-e-vi-svegliate-adesso-si-chiama-omofobia/ e ricordando pure che la GpA è ammessa in molti paesi che è difficile considerare più incivili di noi, tipo l’Australia o il Canada.

La questione è molto più profonda di quanto apparirebbe dalle obiezioni nazi-femministe o super-tradizionaliste, e sarebbe opportuno usare di più il cervello e meno la retorica autoritaria.

 

 

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