Frottole all’opera: la “questione migranti” è mediaticamente sempre più simile alla “questione prostituzione”.

barcone

Buzzi: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”.

Anche se non mi piace mescolare argomenti e questo blog è dedicato alla realtà ed alle politiche sulla prostituzione, una notizia recente mi ha convinto a dedicarvi questo intervento.

La notizia è questa:
“Libia, ‘se vedi la barca, devi salpare o ti uccidono’. Così i trafficanti costringono i migranti a partire per l’Italia”. ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/23/libia-se-vedi-la-barca-devi-salpare-o-ti-uccidono-cosi-i-trafficanti-costringono-i-migranti-a-partire-per-litalia/3032788/ )

Ora, per chiarezza voglio premettere la mia posizione sulla questione migranti:

1) l’immigrazione di massa incontrollata di persone provenienti da culture totalmente diverse e spesso incompatibili con quelle europee provoca oggettivamente ENORMI PROBLEMI SOCIALI, che non possono essere risolti con il pietismo o la “buona volontà”. La PRIMA esigenza da rispettare è quella della cultura e civiltà europea (che, pur con le sue tante differenze, esiste) e l’equilibrio della società europea, solo così l’Europa potrà essere effettivamente “accogliente” (e insegnare qualcosa) e non “terra di conquista” per modi di vivere e di pensare che, purtroppo, nelle loro terre di origine non hanno mai conosciuto le idee dell’Illuminismo e della Rivoluzione Francese.

2) chi arriva essendo EFFETTIVAMENTE un RIFUGIATO per motivi politici, religiosi ecc., ovvero uno che nel suo paese verrebbe ucciso o incarcerato o comunque gravemente vessato per le sue idee, deve essere ACCOLTO SENZA LIMITAZIONI.

3) chi arriva per motivi ECONOMICI, a parte che non dovrebbe farlo in modo irregolare, dovrebbe essere accolto SOLO SE c’è effettivamente un’ESIGENZA DI MANODOPERA nel paese ospitante, esigenza che LUI possa soddisfare o che ragionevolmente possa soddisfare dopo un periodo di inserimento sociale e lavorativo.

4) chi arriva senza ricadere in una di queste due situazioni, dovrebbe essere REIMPATRIATO il più presto possibile.

5) per evitare di “importare” migranti che poi, per il 70-80%, sarebbero da reimpatriare, occorre al più presto ABOLIRE LE OPERAZIONI DI “IMPORTAZIONE MIGRANTI”, COME “TRITON”.
Queste operazioni fanno solo il gioco dei tanti (onlus, politici, Chiesa, giornalisti collusi …) che sui migranti ci fanno un BUSINESS e che sul disagio dei migranti CI CAMPANO.
E queste operazioni stanno facendo AUMENTARE IL NUMERO DEI MIGRANTI MORTI NEL MEDITERRANEO. Per esempio, da fonte UNHCR apprendiamo che le vittime nel Mediterraneo sono state 600 nel 2013 e subito dopo l’instaurarsi di “Mare Nostrum”, ora sostituita da “Triton”, sono salite nel 2014 a ben 3500: sei volte in un solo anno (con i flussi che, invogliati a partire da queste operazioni di cosiddetto “salvataggio”, in realtà un’importazione organizzata di persone, sono aumentati di tre-quattro volte, incredibile incremento che altrimenti sarebbe giustificabile solo se fosse scoppiata una nuova guerra su larga scala, cosa che non è).
Non sono operazioni umanitarie, nei fatti stanno diventando operazioni delittuose, che stanno facendo morire sempre più gente invece di salvarne.
Il cancellare queste operazioni non vuole dire violare le regole che impongono il salvataggio in mare, perchè tali regole lo impongono solo entro termini realistici di spazio, di tempo e di competenza territoriale, regole che continuerebbero ad essere onorate per effettivi naufragi vicini alle coste italiane. Nessuna regola marittima obbliga invece ad istituire, come è oggi con queste mega-operazioni, un’organizzazione permanente del trasbordo in mare di persone anche (come accade di solito) appena al di fuori delle acque territoriali dei paesi nordafricani.
Si tratta semplicemente di tornare alla situazione precedente all’infelice idea di “Mare Nostrum”, idea che ha fatto aumentare enormemente i morti, oltre che a far esplodere il problema sociale delle migrazioni incontrollate.

6) nel LUNGO TERMINE, la soluzione non può essere che quella di attenuare gli squilibri economici tra Europa ed Africa (e non solo), ma per far questo ci vorranno MOLTI DECENNI (se si cominciasse subito). Nel frattempo, ovvero nel BREVE-MEDIO TERMINE, non è pensabile continuare ad accettare un’immigrazione di massa irregolare e incontrollabile. L’UNICA SOLUZIONE IMMEDIATA È QUELLA DI CERCARE DI FERMARE O RALLENTARE GRANDEMENTE I FLUSSI.
Benissimo gli accordi con i paesi di partenza e transito dei migranti, quando è possibile farli vanno fatti e sono la soluzione più efficace, ma va detto che, per quanto disprezzati e insultati dai politici “dell’accoglienza” e dai pennivendoli al loro servizio, anche i “MURI” (reali o virtuali) SERVONO e FUNZIONANO.
A parte che fare accordi con i paesi di transito (sui quali sono d’accordo perfino i buonisti anti-muri) vuol dire, nei fatti, “esternalizzare” i muri, fisici o virtuali, ma sempre muri sono anche se non stanno in Europa!, è evidente che i muri ungherese e macedone hanno fermato il flusso balcanico ancora prima dell’accordo europeo con la Turchia, la Gran Bretagna si è accorta che l’unica soluzione rapidamente applicabile era il “muro” a Calais, Francia a Ventimiglia e Svizzera a Chiasso non hanno muri fisici ma hanno la volontà politica di fermare e respingere i migranti irregolari, e ci riescono.  Non c’è da stupirsi se sempre più paesi parlano di costruire barriere fisiche o aumentare i controlli alle frontiere.
L’abolire le operazioni di pseudo-salvataggio in mare, tipo “Mare Nostrum” e “Triton”, vorrebbe dire far tornare il Mediterraneo a ciò che pure è, una barriera naturale che chi vuole superare deve sapere che la troverà là, ad ostacolarlo, tanto quanto un muro o una recinzione.
Fino a poco tempo fa c’era chi, parlando per slogan, diceva “che sciocchezza, cercare di fermare i fussi migratori con i muri è come cercare di svuotare il mare con un secchiello”. Beh, pare che gli ungheresi ed altri ci stiano riuscendo, se non a svuotare almeno ad arginare in gran parte.

Ciò detto, una notizia come quella riportata mi ha fatto molto pensare.

Da molto tempo ormai sono convinto che ci siano molte, troppe somiglianze tra come viene affrontato, da politici e media, il problema dei migranti e quello della prostituzione di strada.

Ci sono analogie palesi:

– in entrambi i casi si tratta di situazioni di disagio (se non tragedia) o con forte componente di disagio.

– in entrambi i casi ci sono soggetti che hanno interesse a che queste situazioni si mantengano e, anzi, si incancreniscano, perchè fanno un BUSINESS (economico e/o politico e/o ideologico) di questo disagio: le onlus, i politici conniventi con le onlus, i giornalisti conniventi con i politici, la Chiesa ecc.

– le “soluzioni” che vengono proposte tendono a mantenere questa situazione di disagio che genera business, per la prostituzione il mantenimento della Legge Merlin che vietando gli Eros Center alimenta la prostituzione disagiata ed incontrollata di strada, per i migranti un sistema di “trasbordo ed accoglienza” che li invita a partire in sempre maggior numero in modo incontrollato.

– in entrambi i casi c’è un’enorme battage mediatico a sostegno di quei business (non solo articoli giornalistici ma pure film e fiction edificanti sulle organizzazioni “di salvataggio”).

– in entrambi i casi si sono usati termini (anche ad alto livello, vedi Ministro dell’Interno), come tratta o schiavismo, termini usati appositamente per suscitare orrore e cercare consenso su certe politiche sbagliate ma che oggettivamente nel caso dei migranti non c’entrano nulla (lo schiavismo era rapire degli africani e trasportarli oltremare contro la loro volontà, qui sono i migranti a voler attraversare il mare).

vengono spesso sparati numeri a casaccio e fatti per generare allarmismo (tipo il numero dei morti dei migranti oppure il numero delle prostitute di strada e di quelle “schiavizzate”, generalmente vengono riportati i numeri inventati di sana pianta da qualche onlus “di salvataggio”, di migranti o prostitute, invece che stare alle statistiche fatte con metodologie serie).

Adesso notizie come questa (“i migranti costretti ad imbarcarsi”) sembrano fatte apposta per fare un ulteriore salto di qualità nella MENZOGNA e poter dire: “non possiamo non andare a raccoglierli, perchè se non li lasciamo imbarcare verranno uccisi”.
Sono tecniche menzognere che si sono già viste.

Un articolo come quello sopra linkato e il concetto che esprime (“i migranti vengono costretti a partire dai trafficanti”) è non solo una vergognosa presa per i fondelli (come lo è “le prostitute sono tutte costrette a prostituirsi dai magnaccia”) ma è fatto apposta per fare un ulteriore salto di qualità nelle MENZOGNE che ci propinano quotidianamente i media asserviti ai politici collusi con le onlus e con la Chiesa.
Stesse tecniche propagandistiche già usate per sostenere il business dell'”assistenza” nella prostituzione di strada.

In questo caso qualcuno che ci guadagna col BUSINESS dei migranti si deve essere reso conto del crescente (anzi ormai dilagante) scetticismo nei confronti delle “politiche dell’accoglienza” e delle “operazioni umanitarie di soccorso” e ha deciso di giocare la carta del propagandare che “non possiamo fermarci, dobbiamo continuare ad andarli a prendere, se no i trafficanti li uccidono“.

Dire che ciò è di una disonestà intellettuale ripugnante è dire poco.
Ma, come voi ben sapete, è da diversi lustri che mi occupo delle frottole sparse da gente come questa.
Per me non è certo una sorpresa.

EDIT 19-03-2017:

in rete ho trovato questa immagine, linkata da alcuni forum, che secondo me ben sintetizza i disastrosi effetti delle “operazioni di soccorso” degli ultimi anni.

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12 thoughts on “Frottole all’opera: la “questione migranti” è mediaticamente sempre più simile alla “questione prostituzione”.

  1. Segnalo che il Governo sta limando i fondi anti-tratta ed addirittura certi Enti Locali compiono errori nel relativo bando.
    Sottolineo che quasi tredici milioni per quindici mesi non mi sembrano una buona somma per le strutture d’assistenza in questione sparse in tutta Italia.
    Sarà forse per questo motivo che le relative associazioni stanno promuovendo certe campagne di sensibilizzazione, con tanto di disegni di legge proibizionisti del sesso a pagamento, promossi per combattere la tratta di persone?
    http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/08/31/news/il-pasticcio-dei-servizi-anti-tratta-per-combattere-la-prostituzione-1.281550?refresh_ce

  2. A me sembra evidente che in Occidente è attualmente in corso una vera e propria “crociata anti-maschile” ed è evidente non solo dalle leggi anti-prostituzione ma anche dalle leggi sul divorzio tutte a favore della donna, dal fatto che se una donna va in televisione a fare battute sessiste è vista come simpatica, se lo fa un uomo viene (come minimo) cacciato dalla trasmissione, dalle quote rosa, dal fatto che i Paesi da questo punto di vista più fanatici hanno tolto gli orinatoi a muro dai bagni pubblici perché “discriminavano le donne” e via dicendo.
    Sperare che i maschi occidentali si ribellino a questa situazione è veramente chimerico, chi vuoi che scenda in strada a rivendicare il proprio diritto di andare a puttane quanto se fai una cosa del genere i tuoi amici ti etichettano come sfigato a vita, tua moglie chiede il divorzio lasciandoti in mutande e i tuoi figli cambiano cognome dopo aver scoperto di avere un padre puttaniere?
    L’unica cosa che ci resta da fare è sperare in un deus ex machina, i migranti che sono giunti/ stanno giungendo in Europa provengono il larga parte da società fortemente patriarcali e conservatrici, fanno più figli degli autoctoni e la cosa più paradossale e che quei movimenti che parlano di società maschilista e di donne discriminate sono quelli più aperti all’accoglienza di persone che maschiliste lo sono per davvero.
    I Paesi scandinavi sono quelli che, in rapporto alla popolazione, hanno accolto più migranti, i quali, a differenza delle donne scandinave che in nome della parità di genere hanno pressoché smesso di fare figli, figliano eccome.
    Tra una quindicina d’anni non esisterà più la Svezia figuriamoci se esisterà ancora il modello svedese.

    • Onestamente non spero proprio in una invasione di immigrati islamici maschilisti per spazzare via il nazifemminismo!
      Ci sarebbero MOLTI più svantaggi dei vantaggi, se la società occidentale (ri)cominciasse ad essere dominata dalla religione, dalla sharia e dal fanatismo. Sarebbe come tornare indietro di cinquecento anni, sarebbe spazzare via l’eredità dell’Illuminismo, che è ciò che ha portato alle democrazie degli ultimi due secoli (con tutte le limitazioni che hanno).

      Quindi di fronte a questo pericolo rinuncio volentieri anche alla soddisfazione di vedere messa in chiaro la stupidità assoluta delle nazifemministe (svedesi e nostrane, anche da noi ci sono quelle che parlano contro un inesistente maschlismo italico e contemporaneamente accolgono allegramente i veri maschilisti islamici, addirittura auspicando che gli italiani si adeguino ai “costumi” degli immigrati!).

  3. Fino a non molto tempo fa la pensavo anch’io come te, ovvero ritenevo che le società occidentali col loro libertinaggio fosse società “illuminate” mentre molte regole presenti nei Paesi e nelle comunità islamiche (che non sono molto diverse da quelle dell’Europa di 50 anni fa) come esigere un certo rigore nell’abbigliamento femminile, fare pressione sui giovani affinché si sposino e facciano figli ecc. fossero figlie del fanatismo e della superstizione.
    Quando mi sono reso conto di cos’ha prodotto la così detta “liberazione sessuale” in Occidente (leggi sul divorzio tutte pro-donne, bordelli fuori legge, rapporti di coppia degradati a relazioni tossico-spacciatrice di figa, multe ai clienti delle pay, donne che nonostante siano avvantaggiate in tutto continuano a dichiararsi discriminate e ad avanzare richieste assurde con una faccia da culo indescrivibile, politici occidentali che accolgono tutte le richieste assurde per paura di passare per misogini, tassi di natalità da suicidio demografico ecc.) mi sono reso conto che quelle usanze non sono solo credenze irrazionali ma hanno ottimi di esistere.
    Con questo non voglio dire che loro sono bravi e noi no, voglio dire che non si può liquidare quelle usanze come se fossero solo figlie della superstizione.

    Detto ciò io non spero proprio niente, mi limito a dire le cose come andranno: in Italia, dove gli immigrati sono, in rapporto al numero di abitanti, molti meno che in altri Paesi europei e dove solo una minoranza degli immigrati è di fede islamica non saprei. Ma se dico che la Svezia, la Francia e l’UK femministe di oggi, saranno la Svezia, la Francia e l’UK islamiche di domani lo dico perché mi pare inevitabile che vada a finire così, non per mio auspicio personale.

  4. Io ho diversi conoscenti che hanno vissuto e lavorato in Siria (prima che scoppiasse l’attuale conflitto) Oman ed Iran e mi hanno tutti detto la stessa cosa: le uniche regole oltre a quelle di normale convivenza che esistono in qualsiasi Paese occidentale sono queste tre:

    1) No alcool
    2) No carne di maiale
    3) No insulti alla religione o ai capi di stato

    Per il resto puoi fare esattamente quello che vuoi, il vicino di casa iraniano di uno di questi miei conoscenti aveva tre figlie che ovviamente non andavano in giro in minogonna giropassera e con scollature vertiginose ma per il resto uscivano, guidavano,facevano l’università ed erano libere di seguire tutti gli interessi che volevano.

    Per quanto riguarda l’argomento di cui tratta questo blog è vero che nei tre Paesi sopracitati la prostituzione è formalmente illegale ma in Siria ci sono (o quantomeno c’erano) tantissimi night club che fungevano da eros center e la polizia non ha mai fatto nulla per chiuderne qualcuno o per arrestare chi li frequenta. Negli hotel internazionali dell’Oman ci sono discoteche e pub che fungono da luogo di ritrovo per pay e punters e si consuma in stanze dell’hotel stesso mentre in Iran la pornografia in effetti è combattuta ma nessuno ti verrà mai a rompere le scatole per essere stato con una puttana.
    Paradossalmente rischi molto meno ad andare a pay in questi tre “incivilissimi” Paesi che non nella “civilissima” Svezia o nell’autoproclamata “land of freedom”.

    Neanch’io stravedo per l’islam e anch’io avrei preferito che in Occidente ci fosse una classe dirigente che avesse (ri)aperto gli eros center e pensato a salvaguardare la nostra cultura e le nostre tradizione, ma visto che i leader occidentali più che leccare i piedi alle nazifemministe non fanno, sto iniziando a pensare che in casi estremi bisogna diventare pragmatici e pensare che non conta di che colore sia il gatto l’importante è che acchiappi i topi.

    • Per quel che mi riguarda, sono di tutt’altro avviso.
      In Occidente non c’è solo la ripugnante Svezia o altri paesi più o meno nazifemministi, c’è la razionale Germania, c’è l’Olanda, la Spagna, l’Austria, la cattolicissima Polonia ecc. ecc. (e sto solo all’Europa) che ammettono (de iure o de facto) e regolamentano abbastanza bene la prostituzione, non credo ci sia alcuna convenienza a prendere i paesi islamici a modello di libertà sessuale.
      C’è altro e di molto meglio da cui trarre “ispirazione”.

      Poi c’è paese islamico e paese islamico, per esempio la Siria (come era l’Iraq di Saddam) è un paese laico (finchè dura), ma pare che l’Occidente si sia messo in testa che ci conviene abbattere i “dittatori” laici, che pare diano ancor più fastidio di quelli clerical-islamici (vedi l’Arabia Saudita, che credo sia uno dei paesi più retrivi al mondo), anche se poi in quei paesi nasce il fondamentalismo che quegli stessi dittatori combattevano.
      Se anche in Iran l’andazzo è “fatelo pure ma di nascosto”, meglio così, è una cosa che anche da noi si conosce, solo che da noi si chiama ipocrisia cattolica. Ma comunque io, eterosessuale, non vorrei MAI abitare in un paese dove un gay rischia concretamente la forca nè dove si rischia lo stesso per una bestemmia.

      Sarò all’antica, sorry, sono rimasto ai tempi dell’Illuminismo e devo ancora trovare un buon motivo per cui dovrei essere contento di tornare ai secoli precedenti (dove, più o meno, culturalmente se non socialmente è oggi la maggior parte dei paesi islamici).

  5. Come dicevo prima non si tratta di essere di un avviso piuttosto che di un altro, si tratta di analizzare razionalmente come evolverà demograficamente l’Europa o parte di essa.
    Di tutti i Paesi che hai citato solo la Polonia e forse la Spagna non rischiano l’islamizzazione negli altri la percentuale di musulmani nella popolazione e nella forza lavoro è troppo alta per pensare di buttarli fuori tutti, contando che sono mediamente più giovani e più fertili degli autoctoni è inevitabile che prima o poi diventino una fetta rilevante della popolazione,se non addirittura la maggioranza.

    Poi non ho detto che i Paesi islamici sono un grande esempio di libertà sessuale, ho detto che, per quanto possa sembrare paradossale è più facile andare a puttane nei Paesi musulmani che non in Paesi che si vantano di essere la patria della libertà e della liberazione sessuale come la Svezia e gli Stati Uniti, come del resto era più facile andare a puttane nella cattolica e conservatrice Italia pre-1958 che non in quella agnostica e libertina di oggi.

    Io personalmente, pur riconoscendone i difetti, trovo meno odiosa una dittatura islamica soft come quella dell’Algeria, del Marocco o della Siria pre-2011 rispetto ad una dittatura femminista come la Francia e la Svezia, ma anche se la pensassi al contrario non potrei fare nulla per modificare la demografia, se le donne certi Paesi europei avessero figliato ad un livello decente i loro capi di stato e di governo non sarebbero stati costretti ad importare milioni di musulmani per colmare il gap demografico e per evitare che ci fossero più pensionati che lavoratori, ormai il danno è fatto ed è troppo tardi per rimediare.

    • In Francia hanno fatto una politica a favore della maternità e da una decina di anni i francesi fanno circa due figli a coppia, il che è perfetto.
      Il declino demografico non è inevitabile, bisogna fare le politiche giuste e non fare come in Italia dove sulla famiglia si fanno politiche ZERO (nonostante la Chiesa e i politici cattolici a fare tante chiacchiere sull’argomento).
      Oltretutto, più si va avanti e meno “braccia” serviranno, con l’aumento della tecnologia e il conseguente cambiamento del mondo del lavoro. Per cui, una crescita zero (numero nati = numero morti) è probabilmente il meglio per i paesi evoluti, con una immigrazione CONTROLLATA a coprire un certo margine di crescita.

      Quella del declino demografico che “inevitabilmente” ci dovrebbe far accettare l’immigrazione DI MASSA (quasi tutta islamica) mi sa tanto che è in gran parte (anche se non tutta) uno specchietto per le allodole, fatto per coprire l’obiettivo reale dell’importazione di massa di manodopera a basso costo e bassa qualificazione. Il che vuol dire anche manodopera a rischo disoccupazione entro pochi decenni, quando l’aumento dell’automazione condurrà a un minor bisogno di lavoratori manuali (nelle fabbriche, nei magazzini, in agricoltura ecc.), e rischio disoccupazione vuol dire tensioni sociali e possibile alimento del terrorismo islamico in settori che potrebbero sentirsi “traditi” dai paesi che li hanno accolti.

      In pratica, per ottenere qui manodopera a basso costo (così non si deve neppure andare a costruire fabbriche in paesi a basso costo del lavoro!) si sta facendo una politica miope, che probabilmente fra pochi decenni verrà invalidata dall’automazione, ma l’immigrazione islamica già avvenuta resterà qui a creare ancora più problemi.
      Troppo pessimista? Lo spero, ma considerando la miopia di chi dirige l’economia mondiale, dominata dalla finanza e orientata ai profitti a breve termine, temo di essere realista.

      Comunque, ognuno la veda come vuole. Per quel che mi riguarda e nonostante il tema del blog, non è che io consideri la politica sulla prostituzione, nè la facilità della fruizione della prostituzione, come il fattore unico o comunque decisivo per giudicare una società.
      Anche perchè in una società democratica si può sempre sperare di cambiare certe politiche, anche quelle sulla prostituzione, mentre in una società dominata dalla “legge di Dio” o c’è una rivoluzione oppure una guerra che spazza via il giogo teocratico oppure quella legge (“divina” e quindi incontestabile) te la tieni.
      Non vorrei vivere in una tale società neppure se la legge “divina” agevolasse la prostituzione!

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