Uomini che odiano le donne, donne che spesso disdegnano la realtà …

Qualcuno (anzi qualcuna) ha scritto queste cose commentando un articolo di Monica Lanfranco sul Fatto quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/06/domande-agli-uomini-sulla-sessualita/254028/):
“Nel 2011 sono state uccise 137 donne. quasi dodici al mese. circa tre alla settimana. 1 ogni due giorni. … fingere che in Italia il problema non sia culturale denota solo mala fede o ignoranza.”

Ciò mi ha spinto a scrivere a mia volta il seguente commento, che qui riporto.

Non voglio certo minimizzare il fenomeno (tra l’altro in crescita numerica in Italia rispetto a solo qualche anno fa) ma attribuirlo tout-court ad una “mentalità maschilista”, ad una “carenza culturale” italiana, mi sembra molto semplicistico.

E visto che si esorta (giustamente) a non adagiarsi nell’ignoranza, comincio con un piccolo ma concreto e documentato esempio: la Svezia.
Il paese più femminista al mondo, quello dove le tematiche di genere sono più considerate, addirittura “venerate”, e sono probabilmente più diffuse nella società (purtroppo, mi viene da aggiungere, visto il carattere autoritario e fanatico del femminismo svedese).

Ebbene, c’è un rapporto ufficiale del 2011 che viene proprio dalla Svezia e che si può scaricare da
http://www.bra.se/download/18.656e38431321e85c24d80007748/2011_15_homicide_finland_netherlands_sweden.pdf

Da questo apprendiamo che dal 2003 al 2006 (anni abbastanza vicini ai nostri per poterli confrontare) in Svezia sono state uccise 69 donne da partner o ex-partner (Tab. 15, pag. 60).
In pratica, 17 in media all’anno. Relativamente poche? Niente affatto.
Perchè la Svezia conta 9 milioni di abitanti mentre l’Italia ne conta 60, ovvero 6.6 volte di più.
Quindi i 17 “femminicidii” all’anno per la Svezia, rapportati alla popolazione equivalgono a 112 omicidi di donne da parte di partner (17 * 6.6 = 112).
Teniamo anche presente che pochi anni fa c’erano per l’Italia cifre minori, dato che a metà degli anni Duemila si viaggiava sui cento casi all’anno (vedi questo documento femminista: http://www.casadonne.it/cms/images/pdf/pubblicazioni/materiali/uomini_che_uccidono_le_donne2012.pdf), perciò le medie svedesi ed italiane appaiono sostanzialmente paritetiche.

Sorpresona, vero?
IL PAESE PIÙ FEMMINISTA AL MONDO È PRESSOCHÈ ALTRETTANTO INSICURO DELLA “MASCHILISTA” ITALIA PER QUANTO RIGUARDA LE DONNE VITTIME DI “FEMMINICIDII”!

E, come si vede dallo stesso rapporto, un altro paesi “nordico ed evoluto”, come l’Olanda è messo allo stesso modo o peggio.
Mentre addirittura la scandinava (e pure essa femminista) Finlandia è messa decisamente peggio sia della Svezia che della “mediterranea, retrograda e maschilista” Italia.

Vogliamo fare una controprova?
Prendiamo quest’altro documento:
http://vivereoggi.it/download/La%20violenza%20contro%20le%20donne.doc
e guardiamo la tabella a pagina 4 sul “rischio di femminicidio”: in Italia c’è lo stesso rischio della Svezia!
Ed anche nella “caliente” Spagna, che si supporrebbe maschilista (anzi, “machista” …), il rischio è analogamente basso (basso in senso relativo, ovviamente).

Morale?
Meno opinioni semplicistiche, meno giudizi tagliati con l’accetta e, si, meno ignoranza.
Grazie.

Poi, il problema della violenza sulle donne è reale e pone domande serie (anche) al genere maschile. Italiano e non.
Basta che a porre le domande e a dare (più che altro, darsi …) le risposte non siano solo le esponenti nostrane di “Se non ora quando” e dintorni.
Perchè mi sa che non sono tanto brave a porre le domande ma, soprattutto, sono ancor meno brave a dare le risposte.
Io, personalmente, non so dare risposte esaurienti. Ma non fingo certamente di esserne in grado, nè tantomeno di darle basate su una superficiale retorica.

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